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AnteprimeIl vino nel bicchiere

Chianti Lovers, un successo intelligente e vini che conquistano anche i giovani, Morellino di Scansano compreso

manifesto Chianti Lovers 2019

Molte, troppe denominazioni, investono sempre meno sul mercato interno, puntando da tempo principalmente a quello estero e forgiando vini che cercano di assecondarne i gusti e le tendenze. Colpa della crisi? Forse, ma anche della mancanza di lungimiranza e dell’incapacità di gestire quell’inevitabile altalena che caratterizza da sempre i flussi commerciali. L’errore principale è quello di alzare i prezzi appena le vendite vanno bene, senza riflettere sul fatto che quando arrivano le difficoltà scendere è molto più complicato, perché nel frattempo tutta la filiera ne ha tratto altrettanto vantaggio, dall’imballo al trasporto, dalla bottiglia al tappo.
Non solo, il mondo del vino ha subìto un’espansione incredibile in meno di vent’anni; nel nostro Paese sono nate centinaia e centinaia di nuove aziende, soprattutto piccole e medie, si sono formate associazioni come quelle dei vini naturali o vere e proprie federazioni di vignaioli che hanno acquisito un peso importante nelle scelte legislative di settore come la FIVI.
Pochi, purtroppo, hanno lavorato per riconquistare il mercato interno, soprattutto quello giovanile, più attratto dal settore delle birre artigianali, da sempre orientate a questo importante target sociale.
Ma qualcuno si sta rendendo conto che questo è un errore grossolano, soprattutto in questa fase in cui l’interesse per il vino da parte dei ragazzi è in continuo aumento, grazie ai numerosi eventi, ai corsi di apprendimento, alle serate a tema e via discorrendo.
Il Consorzio del Chianti è fra coloro che ne hanno compreso l’importanza, il modo di presentare i vini dei propri associati si è progressivamente modernizzato, a partire dall’evento annuale più importante, Chianti Lovers, che già nel titolo, ma anche nei simboli e negli spot utilizzati, mira chiaramente ad attirare l’attenzione delle nuove generazioni. E i risultati non si sono fatti attendere, i dati parlano chiaro, da quando è nata questa nuova formula l’afflusso degli appassionati è in continuo aumento.
Quest’anno, il 10 febbraio nella consueta location della Fortezza da Basso a Firenze, si è svolta la nona edizione con ben 120 aziende presenti, e sono stati raggiunti nuovi record di ingressi, superando i 4.000 visitatori fra pubblico, stampa e operatori di settore.
Se ne è giovato anche il Consorzio del Morellino di Scansano, che già dall’edizione scorsa ha aderito all’evento chiantigiano, quest’anno con una partecipazione di 25 aziende, un numero ancora molto contenuto rispetto alle 106 che attualmente producono almeno un’etichetta, ma che speriamo possa aumentare con le prossime edizioni.
Interessante notare che i vini di questa denominazione sono destinati per il 75% al mercato italiano, seguito da Stati Uniti e Germania.

postazione a Chianti Lovers 2019

Le degustazioni: avendo a disposizione una sola giornata ho preferito dare spazio principalmente al Morellino di Scansano e Riserva (30 campioni), al Chianti comprese le Sottozone e al Chianti Superiore (80). Il tempo non mi ha permesso di assaggiare anche i Chianti Riserva.
Purtroppo gran parte dei vini annata 2018 erano prelevati dalla botte, del resto non poteva essere altrimenti al 10 febbraio; questo significa che inevitabilmente alcuni sono rimasti penalizzati, presentandosi in condizioni spesso difficili da comprendere, soprattutto per mancanza di precisione e pulizia, elementi che confermano quanto avevo già sottolineato in questo articolo, ovvero che è assurdo degustare vini che non siano almeno imbottigliati da qualche mese. Il Morellino di Scansano sembra averne sofferto maggiormente, ed è un peccato perché in gran parte sono vini che cambieranno in pochi mesi, ma questa era la situazione al momento dell’assaggio.


MORELLINO DI SCANSANO

Morellino di Scansano 2018 – Alberto Motta: rubino luminoso, naso di ciliegia, caramella di lampone, fragolina di bosco; bocca fresca, tannino appena crudo, buona piacevolezza, semplice ma godibile. @@@

Morellino di Scansano Marteto 2018 – Bruni: rubino appena più scuro, naso di ciliegia matura, amarena, meno pulito; al palato è fresco, un po’ scomposto e con una punta acidula fuori fase. @@

Morellino di Scansano 2018 – Conte Guicciardini Massi di Mandorlaia: rubino di buona intensità, naso che richiama note di frutta caramellata; scorbutico all’assaggio, difficile e con un tannino piuttosto aggressivo. @@

Morellino di Scansano 2018 – Fattoria Le Pupille: rubino abbastanza scarico con unghia granata, naso che fatica a pulirsi, in parte animale, poi note di cipria; in bocca va un po’ meglio ma per ora è in assestamento, manca di finezza e precisione. @@

Vigneto Fattoria Le Pupille
Vigneto Fattoria Le Pupille

Morellino di Scansano Mentore 2018 – Fattoria Mantellassi: rubino luminoso, volatile, richiami alla vernice; in bocca conferma una situazione poco pulita, non si apre, altra bottiglia più o meno identica. @@

Morellino di Scansano San Felo 2018 – Fattoria San Felo: rubino vivo, naso più delineato, ciliegia matura, lampone, rosa, fragolina; al palato ha buona freschezza e una discreta materia, piacevole. @@@

Morellino di Scansano More 2018 – Monterò: rubino di buona intensità, fresco all’olfatto, viola, ciliegia, ribes rosso; al palato è corrispondente, ancora un po’ aggressivo e scomposto, molto giovane ma con una base rassicurante. @@@

Morellino di Scansano Moris 2018 – Moris Farms: rubino intenso con unghia porpora, naso di lampone maturo, melagrana in confettura; bocca ricca, forse un po’ pesante per un Morellino ma comunque piena e avvolgente, peccato per il finale leggermente amarognolo. @@@@

Morellino di Scansano Passera 2018 – Poggio Trevvalle: rubino di buona luminosità, lampone, ciliegia, qualche rimando floreale; buona freschezza e sostanza, frutto che ritorna pulito, tannino appena crudo. @@@

Morellino di Scansano Germile 2018 – Tenuta Pietramora: rubino intenso con unghia porpora, naso non perfetto, frutto leggermente ammaccato, ciliegia matura, tende al pomodoro; al palato ha acidità viva, tannino asciutto, frutto che torna più nitido, finale appena corto. @@@

Morellino di Scansano Pietramora 2018 – Tenuta Pietramora: rubino intenso e profondo, anche più del precedente, anche qui il frutto non è nitidissimo, ciliegia e cenni vegetali; bocca corrispondente, un po’ più di materia, ma il percorso è simile, finale leggermente amaro. @@@

Morellino di Scansano 2018 – Val delle Rose / Famiglia Cecchi: rubino di media profondità, naso con note di lamponcino e ciliegia; al palato ha freschezza, discreta materia e tannino moderato, piacevole anche se ancora scomposto. @@@

Morellino di Scansano Roggiano 2018 – Vignaioli del Morellino di Scansano: rubino trasparente, naso di ciliegia, roselline, lampone, poca fragola; al palato ha buona freschezza, scorrevole, lineare, semplice ma godibile, come ci si aspetta da un Morellino, se poi questo arriva da una cantina sociale allora chapeau. @@@@

Morellino di Scansano Roggiano Bio 2018 – Vignaioli del Morellino di Scansano: rubino simile al precedente, meno spiccato nei profumi ma forse più particolare, sempre frutto, più caramella di ciliegia; il tessuto appare più contratto, meno succoso del precedente, il centro bocca tende a svuotarsi un po’ presto. @@@

Morellino di Scansano Lorneta 2018 Villa Patrizia: rubino di buona luminosità, naso di ciliegia un po’ secca, al palato è più aperto, buona piacevolezza, non banale anche se deve ancora assestarsi. @@@

Morellino di Scansano 2018 – Antonio Camillo: rubino luminoso, tanto lampone, anche rosa; in bocca ha una bella materia, si sente una qualità rassicurante nella trama tannica fine e nella freschezza ben integrata. @@@@

Morellino di Scansano Col di Bacche 2018 – Col di Bacche: rubino profondo con riflessi purpurei, naso un po’ chiuso, toni di frutto appena maturo, ciliegia, lampone; al palato è fresco, ha sostanza, succosità, finale di buona lunghezza, molto piacevole. @@@@

Morellino di Scansano 2018 – Fattoria di Magliano: rubino trasparente, qualcosa non va in questo vino, emana note che ricordano la canfora, la vernice, la volatile è notevole; purtroppo anche al gusto mantiene lo stesso profilo, peccato, in queste condizioni non è valutabile.

Morellino di Scansano Santa Maria 2018 – Frescobaldi: rubino di media profondità, naso un po’ dolce, piccoli frutti maturi, caramella di ciliegia, anche in bocca appare un po’ “lavorato”, poco spontaneo. @@@

Morellino di Scansano 2018 – I Cavallini: rubino classico, rose macerate, ciliegia, lampone; in bocca ha discreta materia, non del tutto aperto nella trama ma serbevole. @@@

Morellino di Scansano 2018 – Poggio Brigante: rubino vivace, all’olfatto dominano i frutti di bosco e all’assaggio ha buona freschezza, frutto che ritorna aperto e godibile, qualche sbavatura acidula, segno di una compostezza che deve essere ancora trovata. @@@

Morellino di Scansano Spiaggiole 2018 – Poggio Maestrino e Spiaggiole: rubino di maggiore intensità, naso che punta al frutto ma con un po’ troppa volatile; bocca ancora squilibrata e bisognosa di assestamento. @@

Morellino di Scansano Campomaccione 2018 – Rocca delle Macie: rubino classico, naso pulito, piccoli frutti gradevoli, tanta rosa e viola; bocca fresca, semplice ma apprezzabile. @@@

Morellino di Scansano 2018 – Terre dell’Etruria: rubino vivo, naso un po’ buccioso, poi si libera un frutto più pulito; al palato però conferma una situazione ancora tutta da delinearsi, molto giovane e scomposto. @@


MORELLINO DI SCANSANO RISERVA

Morellino di Scansano Riserva 2016 – Alberto Motta: rubino medio, naso ancora ricco di legno, sotto c’è buona materia ma deve emergere, si coglie l’amarena; ha buona freschezza, asciuga un po’, sicuramente migliorerà, per ora non è pronto, da tenere d’occhio. @@@

Morellino di Scansano Riserva 2016 – Fattoria Le Pupille: rubino medio con unghia granata, anche qui il legno si fa sentire, sotto c’è frutto, note di spezie dolci; al palato è un po’ internazionale, sa farsi piacere ma forse non rispecchia molto l’espressività del sangiovese di questa denominazione. @@@

Morellino di Scansano Larcille Riserva 2016 – Poggio Trevvalle: rubino classico, naso un po’ dolce, il legno anche qui lascia un’impronta ma più assorbibile in tempi non lontani; in bocca è fresco, asciutto, con richiami al cacao, in fase di assestamento ma già interessante. @@@@

Morellino di Scansano Poggio al Leone Riserva 2016 – Val delle Rose: rubino medio, naso dolce, molto frutto; in bocca si sente il legno, ma è solo una conferma di quanto sia presto per assaggiare questi vini. @@@

Morellino di Scansano Roggiano Riserva 2016 – Vignaioli del Morellino di Scansano: rubino netto, naso molto più piacevole, bellissimo frutto; in bocca ha una bevibilità invidiabile, davvero ben fatto e senza spigoli, un grande risultato che conferma come questa cantina sociale stia diventando un esempio di qualità possibile. @@@@

Morellino di Scansano Purosangue Riserva 2016 – Terenzi: rubino con riflessi porpora, meno legnoso di altri, buon frutto, lampone e ciliegia maturi; materia ben espressa, succosa, ottima corrispondenza fruttata, una volta assorbito il legno sarà un bel bere. @@@@


CHIANTI SOTTOZONE

Roberto Giuliani con il simbolo del Chianti
Un momento di spensieratezza. L’autore con il simbolo di Chianti Lovers

Chianti Colli Aretini 2018 – La Pieve, Famiglia Petracchi: rubino trasparente luminoso, molto bello, naso di rosa e ciliegia, gradevole; al palato è appena amarognolo, un po’ scomposto, però la traccia aromatica è fedele. @@

Chianti Colli Aretini Mannucci Droandi 2018 – Mannucci Droandi: rubino granato piuttosto cupo, naso di ciliegia e mora, buon impatto in bocca, ha ben più materia del precedente, ben fatto e stimolante, buona persistenza. @@@@

Chianti Colli Senesi 2018 – Agricoltori del Chianti Geografico: naso di piccoli frutti dolci, piacevole; al palato non ha grande sviluppo, un vino un po’ semplice ma discreto nei suoi tratti espressivi. @@@

Chianti Colli Senesi San Nicola 2018 – Campochiarenti: rubino di media profondità, naso di ciliegia matura, lampone, floreale; bocca corrispondente, piacevole, non complesso ma serbevole. @@@

Chianti Colli Senesi 2018 – Fattoria Il Poderaccio: rubino medio, naso molto strano, resina, aghi di pino, poi si apre al frutto; al palato conferma uno stato confuso, non definito, piuttosto difficile da valutare, l’estrema giovinezza ne limita l’espressione. @@

Chianti Colli Senesi Terre del Fico 2018 – Ficomontanino: rubino luminoso, rosa, piccoli frutti, lampone e fragolina; al palato è acidulo, potrebbe anche avere una buona bevibilità ma al momento è piuttosto giovane e scorbutico. @@@

Chianti Colli Senesi 2018 – La Selva: rubino luminoso, naso appena dolce ma gradevole, ciliegia matura e un po’ in caramella, rose macerate, qualche sfumatura di erbe mediterranee; al palato ha buona corrispondenza, appena scomposto nell’acidità, ma si fa bere senza scossoni. @@@

Chianti Colli Senesi Pietraserena 2018 – Pietraserena: rubino vivace con riflessi porpora, naso di rosa viva, poi ciliegia e lampone; al palato è un po’ asciugante e penalizzato da una polpa che al momento non riesce a compensare la sua precoce età. @@@

Chianti Colli Senesi 2018 – Poderi Arcangelo: rubino acceso, naso pulito, piccoli frutti e fiori, semplice ma molto sangiovese; al palato è fresco, buon ritorno fruttato, piacevole, non un colosso ma ha dalla sua una bevibilità rassicurante. @@@

Chianti Colli Senesi Poggio Salvi 2018 – Poggio Salvi: rubino di buona profondità, naso faticoso, l’ossigenazione non lo aiuta a liberarsi; al palato è astringente, in subbuglio, davvero immaturo. @

Chianti Colli Senesi San Giorgio a Lapi 2018 – San Giorgio a Lapi: rubino luminoso, naso flebile, piccoli frutti; al palato si apre meglio, buon corpo, tannino di grana media, l’acidità deve ancora integrarsi. @@@

Chianti Colli Senesi Poggio Orlando 2018 – Il Ciliegio: rubino luminoso, naso intenso, frutto maturo; più materico dei precedenti, succoso, piacevole, bel vino. @@@@

Chianti Colli Senesi 2018 – Tenuta Casabianca: rubino di media intensità, naso di ciliegia sotto spirito, bocca corrispondente, un po’ austero per un Chianti, a tratti evoluto, fungino, ma può essere una condizione momentanea. @@@

Chianti Colli Senesi La Torre alle Tolfe 2018 – Torre alle Tolfe: rubino di buona profondità, volatile evidente, frutto nascosto, reticente; bocca scomposta, acidula, richiami alla vernice, non è in un buon momento. @

Chianti Montalbano 2018 – Fattoria Betti: rubino scuro, naso tutto in definizione, frutto nascosto; al palato va un po’ meglio, è sempre molto indietro e questo lo penalizza, difficile capirne il futuro. @@

Chianti Montalbano 2018 – Fattoria di Faltognano: rubino luminoso, naso resinoso, il frutto arriva solo dopo molta ossigenazione, si sentono note laccate; in bocca conferma uno stato di salute non buono, davvero difficile da comprendere, non sarebbe corretto valutarlo ora.

Chianti Montalbano 2018 – Tenuta di Artimino: rubino con venature granate, torna un naso che ha un senso, ciliegia, lampone, leggera amarena, affiora una interessante speziatura; al gusto conferma una buona qualità generale, buona polpa e tannino rifinito. @@@@

Chianti Colli Fiorentini Fattoria di Bagnolo 2017 – Bagnolo e Montozzi: rubino di media profondità, naso non precisissimo, frutto ammaccato; in bocca è sbilanciato, non c’è fusione fra gli elementi, sicuramente è giovane, ma per ora esprime una qualità confusa. @@

Ugo Bing
Ugo Bing – Fattoria di Fibbiano

Chianti Colli Fiorentini Ugo Bing 2017 – Fattoria di Fiano – Ugo Bing: rubino profondo ma senza eccessi, naso di rosa macerata, lampone, ciliegia, leggera cipria, ha un certo fascino; al palato conferma una trama coinvolgente, tannino fine e ottima freschezza, ben integrata, c’è succo, incredibilmente buono già ora. A due passi dalla quinta chiocciola. @@@@

Chianti Colli Fiorentini Respiro 2017 – Fattoria Le Sorgenti: rubino intenso, naso misto fra legno e frutto, in bocca mantiene lo stesso profilo, può piacere perché è ben fatto ma la strada è un po’ pilotata. @@@@

Chianti Colli Fiorentini San Michele a Torri 2017 – Fattoria San Michele a Torri: rubino intenso, naso tutt’altro che pulito, al limite del difettoso; anche in bocca conferma uno squilibrio che rende il vino contratto e poco definibile. Conosco bene l’azienda e temo che questo sia un campione problematico, da riprovare in altra occasione.

Chianti Colli Fiorentini Villa Marcialla 2017 – Fattorie Giannozzi: rubino trasparente, annata strana visti i tratti scomposti di questo vino, al momento deludente e non valutabile.

Chianti Colli Fiorentini Lanciola 2017 – Lanciola: rubino scuro, naso di ciliegia matura, bocca corrispondente, corretto ma molto indietro, evidenziato da un’acidità che va per conto suo. @@

Chianti Colli Fiorentini 2017 – Tenuta il Corno: rubino intenso e luminoso, frutto denso, sia al naso che in bocca, deve assestarsi, potrebbe migliorare, la materia c’è. @@@

Chianti Colli Fiorentini Darno 2017 – Tenuta San Vito: rubino classico con unghia granato, piccoli frutti appena maturi, lampone e cenni di mirtillo, fiori macerati; bocca abbastanza aperta, con un buon frutto che ritorna nitido e un insieme abbastanza lineare. @@@

Chianti Colli Fiorentini 2017 – Torre a Cona: rubino trasparente, naso di lampone, ciliegia e viola; all’assaggio mantiene lo stesso profilo fruttato, buon sviluppo e buona profondità, può salire nel tempo. @@@

Chianti Montespertoli 2017 – Cantina Sociale Colli Fiorentini – Valvirginio: problematico sia al naso che in bocca altro vino non valutabile al momento.

Chianti Montespertoli Corfecciano Urbana 2017 – Fattorie Parri: rubino di buona trasparenza, naso floreale, poi arriva il frutto di ciliegia; al palato ha buon ritorno fruttato, ancora impreciso ma può migliorare.@@@

Chianti Montespertoli 2017 – Podere dell’Anselmo: rubino di buona profondità, volatile un po’ evidente, frutto sotto spirito; in bocca si esprime meglio, con toni scuri, rimandi di liquirizia, tratti un po’ atipici ma interessanti. @@@

Chianti Rùfina 2017 – Balbi – Fattoria il Capitano: rubino profondo, naso di prugna, ciliegia nera; in bocca è sbilanciato, poco preciso e lascia una sensazione di glutammato.

Chianti Rùfina Colognole 2017 – Colognole: rubino di buona intensità, profumi più nitidi, un bel frutto quasi croccante, molto floreale; cambio di passo, bella stoffa, materia vibrante, intensa, molto piacevole e di interessante complessità. @@@@@

Chianti Rùfina 2017 – Fattoria Il Lago: rubino profondo, legnoso, laccato; amaro in bocca, dimostra una condizione molto sbilanciata, peccato perché sotto la materia è interessante. @@

Chianti Rùfina Cedro 2017 – Fattoria Lavacchio: rubino intenso, naso con bei frutti di bosco, pulito, fine; bocca carnosa, succosa, molto piacevole, sapida, di buona lunghezza. @@@@

Le annate storiche di Fattoria Selvapiana
Le annate storiche di Fattoria Selvapiana

Chianti Rùfina 2017 – Fattoria Selvapiana: rubino granato poco profondo, naso delicatissimo, molto fine, senza alcun impeto è tutto giocato su sfumature, floreale, piccoli frutti, spezie fini. In bocca regala un frutto già ben equilibrato con l’acidità e una finezza che ha pochi rivali. @@@@@

Chianti Rùfina Frascole 2017 – Frascole: rubino luminoso, naso che si apre lentamente, rosa, ciclamino, ciliegia; bocca molto piacevole, appena amarognolo ma ben compensato dalla dolcezza del frutto, ottimo sviluppo. @@@@

Chianti Rùfina San Giuliano 2017 – Marchesi Gondi: rubino profondo, naso più fruttato che floreale, quasi austero, scuro; in bocca è altrettanto austero, fatto bene ma forse un po’ lontano da quella freschezza che caratterizza il territorio di Rùfina. @@@@

Chianti Rùfina Villa Travignoli 2017 – Villa Travignoli: rubino di media concentrazione, molto frutto, ciliegia, lampone; al palato ha freschezza, molto ben fatto, piacevole, solo più spesso del solito, del resto la 2017 qualche limite ce l’ha. @@@@

Chianti Rùfina Governo all’uso Toscano 2017 – Villa Travignoli: rubino di buona luminosità, naso di frutto composito, si sente la componente appassita; al palato conferma quello stampo, meno Rùfina del precedente, più rustico. Ha bevibilità ma manca un po’ di precisione, almeno per ora. @@@


CHIANTI SUPERIORE

Chianti Superiore Sassocupo 2017 – Buccia Nera: rubino medio, naso di frutto scuro, ciliegia nera, particolare; al palato ha buona materia, si sente l’alcol, un po’ rasposo e seccante ma crescerà. @@@

Chianti Superiore Sasso Lupaio 2017 – Camperchi: rubino caldo, naso difficile, laccato, volatile; anche in bocca è sbilanciato, asciugante, bisognoso di tempo per assestarsi. @@

Chianti Superiore Casale dello Sparviero 2017 – Casale dello Sparviero: rubino di media trasparenza, naso di buona finezza, si sente appena il legno; in bocca manca di slancio, la materia è buona ma un po’ piatta, manca di slancio acido. @@@

Chianti Superiore 2017 – Castel di Pugna: rubino con cenni granati, naso che risente del percorso non ancora completato; in bocca richiama il frutto e l’alloro. La qualità c’è, bisogna attendere per un giudizio definitivo. @@@

Chianti Superiore Castello del Trebbio 2017 – Castello del Trebbio: rubino luminoso e trasparente, naso molto gradevole, floreale, bel frutto di bosco, sfumature di macchia mediterranea; in bocca ha una buona dinamica, fresco, equilibrato, piacevole, senza spigoli. @@@@

Chianti Superiore Voce alla Terra 2017 – Fattoria di Poggiopiano: rubino luminoso, naso con buona presa espressiva, fiori e frutti profumati; in bocca è molto espressivo, ricco, si sente quel minimo di squilibrio dovuto al fatto che è campione di botte, ma promette molto. @@@@

Chianti Superiore Fazzuoli 2017 – Fattoria Fazzuoli: rubino con unghia granata, naso di frutto più maturo, meno elegante, leggera speziatura; al palato ha buona intensità espressiva, deve ancora assestarsi il tannino, può migliorare. @@@

Chianti Superiore Principe del Sole 2017 – Fattoria L’Arco: rubino con richiami granati, naso ancora non del tutto definito, poi si riprende, buona resa floreale; anche in bocca se la cava bene, ha una buona linearità. @@@

Chianti Superiore Caselle 2017 – Fattoria Montellori: naso austero, chiuso; in bocca ha una bella materia succosa, tannino elegante, le premesse per un buon risultato ci sono tutte, si tratta solo di avere un po’ di pazienza. @@@@

Chianti Superiore 2017 – Fattorie Parri: rubino granato, naso che spara piccoli frutti sotto spirito, ciliegia in primis; al palato è leggermente dolce, buona succosità, non complesso ma gradevole. @@@

Chianti Superiore Corniale 2017 – Il Corniale: rubino luminoso, molto fruttato, tanta ciliegia, lampone, fragolina, rosa; in bocca ha buona materia, frutto gradevole, promette una bevibilità da buona tavola. @@@

Chianti Superiore 2017 – La Pieve – Famiglia Petracchi: rubino con venature granate, naso meno diretto; bocca un po’ amarognola, instabile, però le prospettive di crescita ci sono. @@@

Chianti Superiore 2017 – Malenchini: rubino luminoso, nasi di fragolina e ciliegia; in bocca ha un frutto promettente, un po’ dolce, non è male ma questa traccia quasi zuccherina mi lascia perplesso. @@@

Chianti Superiore Villa Migliarina 2017 – Migliarina e Montozzi: rubino vivo, naso di ciliegia croccante, altri spunti meno definiti; in bocca non convince, asciuga molto e non mantiene il percorso iniziato, si svuota lasciando una sensazione acidula e scomposta. @@

Chianti Superiore Cerretello 2017 – Pieve de’ Pitti: rubino granato, al momento non si può accostare al naso, spara una pungenza violenta che disturba non poco; in bocca non manca di polpa, per ora però è davvero in una situazione difficile. @@

Chianti Superiore Poggiotondo 2017 – Poggiotondo: rubino luminoso e trasparente, naso con un frutto molto diretto, ciliegia, amarena, erbe aromatiche; al palato ha una bella freschezza e un frutto rotondo e piacevole. @@@@

Chianti Superiore 2017 – Ruffino: rubino vivo, naso molto fruttato, lampone e ciliegia; bocca inizialmente dolce, poi l’acidità emerge e compensa eliminando stucchevolezza, alla fine emerge un vino semplice ma definito. @@@

Chianti Superiore Santa Cristina 2017 – Santa Cristina: rubino vivace, naso dolce, fruttino; in bocca è corrispondente, molto studiato per piacere, impersonale. @@

Chianti Superiore Etichetta Nera 2017 – Tenute San Fabiano Conti Borghini Baldovinetti de’ Bacci: rubino medio, naso di buona finezza, in bocca però è completamente sbilanciato, si sfilaccia e lascia poco. @@

Chianti Superiore 2017 – Usiglian del Vescovo: rubino luminoso, fragolina, ciliegia, in bocca ha una buona risposta fruttata, manca un po’ di carattere ma ha una sua piacevolezza. @@@


CHIANTI

Chianti I Sodi del Paretaio 2018 – Badia di Morrona: rubino trasparente e luminoso, naso di lampone, ciliegia, fiori, il bosco è il suo ambiente; al palato ha buona fruttosità, bella dinamica, giusta freschezza ben integrata. @@@@

Chianti Guarniente 2018 – Buccia Nera: rubino quasi impenetrabile, naso ancora compresso e impreciso, in via di definizione; in bocca è denso, pieno, c’è molta materia fruttata, vedremo come va avanti, certamente è un po’ sovraestratto. @@@

Chianti Campo del Monte 2018 – Campo del Monte: rubino trasparente e luminoso, naso di piccoli frutti, buccioso, troppo giovane; bocca altrettanto imprecisa, non si libera. @@

Chianti Gabbiano 2018 – Castello di Gabbiano: rubino acceso, lampone, fragolina, tanti piccoli frutti; in bocca ha buona succosità, deve assestarsi ma non è male, chiude lasciando una bella freschezza. @@@@

Chianti Castello di Oliveto 2018 – Castello di Oliveto: rubino medio, naso ancora una volta fruttato, abbastanza preciso anche se non del tutto affinato; al palato conferma una qualità decorosa, senza sbavature. @@@

Chianti Terre di Sonnino 2018 – Castello Sonnino: rubino can unghia appena granata, dolce al naso, un po’ troppo, a rischio di stucchevolezza; anche in bocca si sente questa dolcezza un po’ fuori registro, l’acidità non compensa. @@

Chianti Santa Caterina 2018 – Castelvecchio in San Casciano Val di Pesa: rubino luminoso, naso di piccoli frutti, un po’ sotto tono, in bocca è più aperto e fresco, buona succosità, piacevole. @@@

Chianti Fazzuoli 2018 – Fattoria Fazzuoli: rubino luminoso, naso di lampone, un po’ slavato il frutto; in bocca ha una buona succosità, piacevole, beverino, godibile. @@@

Chianti Principe del Sole 2018 – Fattoria L’Arco: rubino luminoso, naso ancora in assestamento ma con quella freschezza e fruttosità che sembra caratterizzare l’annata; qui torna un po’ la nota di caramella, meno sincera ma non per questo spiacevole. @@@

Chianti Puro 2018 – Fattoria Lavacchio: rubino vivo, naso ancora tutto da costruire, bocca tagliente, difficile, per ora è ingiudicabile, peccato, vino senza solfiti aggiunti.

Chianti 2018 – Fattoria Montellori: naso non pulitissimo ma meno problematico del precedente, lo conferma un frutto al palato molto più pulito, vivace, fresco, piacevole, vino in sicura crescita. @@@@

Chianti Fattoria Montereggi 2018 – Fattoria Montereggi: naso fresco, fruttato, tanto lampone, ciliegia, bocca corrispondente, acidità appena slegata ma è un peccato veniale. @@@

Chianti Petriolo 2018 – Fattoria Petriolo: rubino granato, naso di piccoli frutti, bocca molto ben fatta, fresca, godibilissima, davvero bello, lungo, preciso. @@@@

Chianti 2018 – Fattoria Uccelliera: rubino caldo, naso ancora un po’ slavato, deve assestarsi; bocca migliore, non manca di frutto e piacevolezza, la giovinezza lo penalizza ancora, ma merita attenzione. @@@@

Chianti 2018 – Il Corniale: rubino luminoso; naso di bella finezza, bel frutto piacevole; al palato è molto buono, succoso, piacevolissimo, da bere a secchiate, ce ne fossero. @@@@

Chianti Vinea Domini 2018 – La Leccia: rubino classico, naso feccioso, poi piano piano si pulisce rivelando un buon frutto; al palato ha buona densità, frutto fresco, buona energia espressiva, discreto carattere. @@@@

Chianti 2018 – Le Fonti: rubino cupo, naso di ciliegia nera, prugna; in bocca è assolutamente estrattivo, poco spontaneo, non ha quella bevibilità che ci si aspetterebbe da questa tipologia. @@

Chianti Volpaio 2018 – Podere Volpaio Organic e Vegan Farm: rubino vivace, naso vegetale, non pulito; bocca molto dolce, sicuramente il vino è scentrato e al momento non merita un giudizio.

Chianti 2018 – Poggio al Bosco: rubino lucente, naso molto fruttato, ciliegia e lampone, al palato ha freschezza, buon frutto anche se per ora molto scomposto. @@@

Chianti Villa Chigi 2018 – Poggio Bonelli: rubino luminoso, naso molto floreale, fine; al palato emerge il frutto, al di là delle imperfezioni di giovinezza, non è male e ha ottima freschezza e un piacevole filo sapido. @@@@

Chianti Poggiotondo 2018 – Poggiotondo: rubino brillante, naso di frutta rossa, viola, ciliegia e lampone; in bocca è succoso, buon ritorno fruttato, si fa piacere e non ha spigoli. @@@@

Chianti 2018 – Quei2 Tuscany Oil and Wine: rubino luminoso, buon frutto pulito, anche floreale; anche in bocca non è male, gustoso, piacevole, ben fatto, una sorpresa quest’azienda che non conoscevo. @@@@

Chianti Biskero 2018 – Salcheto: granato con ricordi rubini, naso diverso dagli altri, meno frutto e più humus, spezie, arancia amara; al palato si sente ancora il legno, però la materia è interessante, c’è una buona profondità e complessità, ricco e variegato, un eccellente risultato che già ora è vicinissimo alla quinta chiocciola. @@@@

Chianti 2018 – Tenuta Il Corno: rubino abbastanza profondo, naso purtroppo scomposto, fatica a liberarsi, comunque impostato sul frutto; in bocca va meglio, buona struttura e buona fisionomia del frutto. @@@

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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